10 Gennaio 2026
INDICE
1- Celiachia e Intolleranza al lattosio
2- Cos’è il lattosio
3- Claim “senza lattosio”
4- Formaggi senza lattosio
5- Formaggi contenti lattosio
6- La pillola per il lattosio
7- Diagnosi
8- Allergia alla caseina

1 – CELIACHIA E INTOLLERANZA AL LATTOSIO
Il sistema immunitario di un soggetto celiaco, ogni qualvolta ingerisce del glutine, si attiva riconoscendo la proteina del glutine come una minaccia. Tale reazione provoca, a lungo andare, la distruzione dei villi intestinali e riduce la capacità di assorbimento delle sostanze nutritive e di scindere gli zuccheri, come il lattosio.
Per questo motivo c’è uno stretto legame tra celiachia e intolleranza al lattosio causato appunto dal danno che il glutine apporta alla mucosa intestinale.
Non di rado, infatti, al celiaco neo diagnosticato viene anche riconosciuta l’Intolleranza al lattosio di tipo secondario, ovvero transitorio e reversibile. Il soggetto celiaco, dopo aver seguito una rigorosa dieta senza glutine, riesce a ripristinare la parete mucosa e ritorna così a poter consumare cibi contenenti lattosio.
Esiste, inoltre, anche la possibilità che l’intolleranza al lattosio non sia transitoria: è il caso di un’intolleranza al lattosio di tipo primario.
L’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, stima che il 56% della popolazione sia intollerante al lattosio.
Per il significativo impatto sulla popolazione celiaca e per il nostro diretto interesse (a 8 anni dalla nostra diagnosi di celiachia, alcune di noi sisters hanno ricevuto anche la diagnosi di intolleranza al lattosio di tipo primario) vogliamo dedicare un articolo di approfondimento sul mondo senza lattosio.
2 – COS’È IL LATTOSIO
Il lattosio è il principale zucchero del latte presente nei latti di mucca, pecora, asina, capra e quello materno. L’uomo, dalla nascita e fino ai primi anni di vita, produce naturalmente la lattasi, l’enzima che riesce a scindere il lattosio in glucosio e galattosio in modo da essere assorbito ed elaborato dalla nostra mucosa intestinale. Dopo lo svezzamento, in alcune persone il corpo smette di produrre la lattasi.
Di conseguenza chi non produce la lattasi non riesce a digerire il lattosio. L’intollerante al lattosio può presentare i più comuni sintomi: gonfiore e crampi allo stomaco, meteorismo, diarrea o stitichezza.
L’unica cura è seguire una dieta senza lattosio, meglio se composta da cibi naturalmente privi di lattosio o prodotti riportanti il claim “senza lattosio” o “lactose free” con una percentuale bassissima, inferiore allo 0,01%.
3 – CLAIM SENZA LATTOSIO
L’intolleranza al lattosio è riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, anche se non esiste una normativa a livello comunitario che regoli il claim “senza lattosio”.
In Italia, invece, anche grazie alla presenza dell’Associazione Italiana Latto-Intolleranti (AILI) che ne promuove studi e la sensibilizzazione, il Ministero della Salute ha disposto la dicitura “senza lattosio” ai latti e prodotti lattiero-caseari con un residuo di lattosio inferiore a 0,1g per 100 gr o 100 ml, indicando altresì l’avvertenza “meno di 0,1%” o “meno di 0,01%”.
Come ogni intolleranza, la quantità tollerata dal corpo cambia da persona a persona.
Oltre il claim senza lattosio, una più severa e giusta indicazione è il marchio “Lfree” che garantisce che il prodotto sia con un contenuto di lattosio inferiore all 0,001%.
4 – FORMAGGI SENZA LATTOSIO
Erroneamente pensiamo che tutti i formaggi contengano lattosio, dal momento che la materia prima dalla quale vengono prodotti è appunto il latte…ma non è così!
Attraverso i processi di produzione e di lavorazione quali la stagionatura e fermentazione, infatti, alcuni formaggi perdono il lattosio o meglio lo trasformano naturalmente in acido lattico.


Grazie agli studi fatti dall’AILI su un’ampia gamma di formaggi, è possibile stilare una lista dei formaggi naturalmente privi di lattosio:
- Asiago
- Bitto
- Bra
- Brie
- Caciocavallo Silano
- Castelmagno
- Cheddar (prodotto in Inghilterra)
- Emmentaler
- Fiore Sardo
- Fontina
- Gorgonzola
- Grana Padano
- Le gruyère
- Montasio
- Parmigiano Reggiano
- Pecorino Romano/Sardo/Siciliano
- Pecorino Toscano (stagionato più di 4 mesi)
- Piave
- Provolone Valpadana
- Stelvio
- Taleggio
- Toma Piemontese
- Valtellina Casera
(FONTE: lista ufficiale dei formaggi idonei stilato dall’AILI)
5 – FORMAGGI CONTENENTI LATTOSIO
Al contrario i formaggi freschi contengono un’alta quantità di lattosio, quali:
- Caprino
- Certosino
- Fiocchi di latte
- Formaggi spalmabili
- Mascarpone
- Mozzarella
- Ricotta
- Robiola
- Stracchino
Di questi formaggi sopra citati esistono in commercio le versione senza lattosio, formaggi cosiddetti “delattosati”. Viene aggiunta, infatti, durante la produzione, la lattasi che scompone il lattosio in glucosio e galattosio.
E’ bene sempre controllare attentamente la lista degli ingredienti, in quanto il lattosio può trovarsi anche in prodotti e cibi insospettabili quali: salumi, prodotti da forno, snack come quelli al formaggio e non solo, farmaci e integratori dove spesso utilizzano il lattosio come eccipiente.
6 – LA PILLOLA PER IL LATTOSIO
A differenza della celiachia (per la quale non esistono altri espedienti per evitare gli effetti della contaminazione o della diretta ingestione di glutine) per l’Intolleranza al lattosio esistono in commercio diverse pillole che permettono di non accusare sintomi ma soprattutto di digerire il lattosio.
Tali compresse contenenti la lattasi, l’enzima mancante che serve per scindere il lattosio, devono essere assunte dai 5 ai 30 minuti prima dell’ingestione di cibo.
7 – DIAGNOSI
Il principale test per la diagnosi dell’intolleranza al lattosio è il “Breath test“, ossia il test del respiro. Quando lo zucchero del latte non viene digerito questo inizia a fermentare nell’intestino e produce idrogeno che viene rilevato attraverso il breath test.
Un altro test è il Test genetico che indaga la predisposizione genetica del soggetto.
Per confermare la diagnosi, si esegue un test del sangue secondario che misura il glucosio nel sangue e quindi la conversione del lattosio in glucosio e galattosio.
8 – ALLERGIA ALLA CASEINA
Spesso, erroneamente, si pensa che l’intolleranza al lattosio e l’allergia alla caseina siano la stessa cosa.
Come abbiamo visto il lattosio è lo zucchero disaccaride presente nei latti e prodotti lattiero-caseari, mentre la caseina ne è la proteina assieme alla proteina del siero.
I sintomi dell’allergia alla caseina sono comunemente diarrea, vomito, orticaria e asma.
A differenza dell’intolleranza, i soggetti allergici alla caseina devono pure evitare i prodotti senza lattosio perché contenenti caseina. Bisogna prestare attenzione ai cibi insospettabili dagli insaccati ai prodotti da forno fino ai medicinali. Così come gli integratori per gli sportivi dove spesso è utilizzata la caseina non solo per la sua funzione nutrizionale ma anche perché aiuta la durata del prodotto.
Per Regolamento dell’Unione Europea, il lattosio e le proteine del latte sono considerati allergeni e quindi sono obbligatori riportarli in etichetta tra gli ingredienti.
10 Gennaio 2026
FONTE: www.associazioneaili.it


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CELIACHIA: ESENZIONE 059
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